Vanno in scena le manifestazioni organizzate con i detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto

24/06/2016 - Opening di In Visibile IN-VISIBILE L’arte che rende l’invisibile visibile Azioni artistico-teatrali tra città e carcere Love Boxes VOCI, SUONI, RUMORI DAL CARCERE Il 1 e 2 luglio presso la Casa di Reclusione di Spoleto nell’ambito del 59° Festival dei Due Mondi lo spettacolo teatrale ‘A CITTÀ ‘E PULECENELLA

Abbiamo il piacere di presentare gli eventi che si terranno presso il Museo del Ducato alla Rocca Albornoziana di Spoleto a partire dal prossimo 25 giugno, che vedono coinvolti i detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, coordinati e diretti dal Prof. Giorgio Flamini, Direttore Artistico della compagnia teatrale #SIneNOmine e docente del Liceo Artistico di Spoleto – Istituto “Sansi Leonardi Volta”.

Sabato 25 giugno prossimo alle ore 10.00 presso la Rocca Albornoziana di Spoleto si terrà l’inaugurazione di In Visibile IN-VISIBILE , un progetto prodotto da Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoziana, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Casa di Reclusione di Spoleto, Compagnia #SIneNOmine – Istituto Sansi Leonardi Volta – Liceo artistico sez. carceraria, SITI Social Innovation Through Imagination – Ambasciata Rebirth, a cura di Stefania Crobe, Giorgio Flamini e Rosaria Mencarelli.

Ispirati dalla poetica del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, una “rinascita” soggettiva e collettiva attraverso l’arte. in-VISIBILE si configura come processo laboratoriale, azione performativa e pratica artistica.

Dal 25 giugno e sino al 30 ottobre invece, sempre presso il Museo Nazionale del Ducato - Rocca Albornoziana di Spoleto, si potrà assistere a Love Boxes, installazione sensoriale e teatrale; Imago, percorso educativo, formativo e cammino urbano che attraversa la città; CLOSE/D, opera d’arte icono-sonora realizzata con i detenuti dall’artista compositore Yuval Avita. Un percorso artistico partecipato da detenuti, cittadini, scuole, fruitori del museo per dare voce “all’impercettibile” e “rendere l’invisibile visibile”. Nell’ambio di questa iniziativa nei giorni giovedì 30 giugno e domenica 3 luglio, alle ore 17.00, si terranno due performance teatrali.

Love boxes si muove lungo quattro coordinate: è gesto politico, azione letteraria, performance visiva, evento teatrale. Sono messe in scena enormi scatole/gabbie da cui fuoriescono disiecta membra di attori/detenuti – nudi arti, teste, porzioni di busto – mentre voci declamano versi e prose, allusivi di un possibile orizzonte affettivo. Doppiamente rinchiusi, ricondotti alla pura corporeità, dissezionati, privati di quell’unità che ci rende persone, i protagonisti di Love boxes parlano della privazione affettiva, che è parte integrante della pena, e narrano senza indulgenza la durezza di questa condizione. Love boxes è un’esperienza individuale, intensa fino al fastidio, alla repulsione, al dolore, priva dell’approdo alla facile speranza ma, per questo, portatrice di profonde riflessioni.

Il progetto è a cura di Giorgio Flamini, Rosaria Mencarellie vede la partecipazione di Diletta Masetti, Sara Ragni, Loretta Buonamente e dei detenuti della Compagnia #SIneNOmine; sound designer Maurizio Bergmann, set design e sculture Giorgio Flamini e Giuseppe Mascaro, scenotecnici detenuti del Liceo Artistico. Si ringraziano il Direttore della Casa di Reclusione Luca Sardella, il Comandante Marco Piersigilli, gli educatori, agenti e ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria, il Dirigente Scolastico prof.ssa Roberta Galassi.

Infine, sempre dal 25 giugno al 30 ottobre, il Museo del Ducato ospiterà VOCI, SUONI, RUMORI DAL CARCERE, a cura di Giorgio Flamini e Rosaria Mencarelli. “Voci suoni e rumori” del quotidiano carcerario evocano il passato recente della Rocca Albornoziana, accompagnano il visitatore dal fuori al “dentro”, lo conducono attraverso il Museo del Ducato in una dimensione altra di dialoghi possibili. Le opere allestite nel Museo – corredi funerari, pale d’altare, croci – si animano e filtrano transiti sensoriali, mostrando l’intramoenia della Casa di Reclusione di Maiano. La città penitenziaria diventa meno invisibile negli stessi spazi che ospitarono i reclusi dal 1814 al 1982.

Inoltre si segnala che il 1 e 2 luglio 2016 alle ore 21.00 nell’ambito del 59° Festival dei Due Mondi di Spoleto si terrà presso la Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto lo spettacolo teatrale ’A CITTÀ ‘E PULECENELLA per la regia di Giorgio Flamini, di e con i detenuti attori, cantanti, danzatori, drammaturghi scenografi e costumisti e pulecenella della compagnia #SIneNOmine e con Diletta Masetti, Sara Ragni, Marcello Gravina, Alessandra Cimino, Enrico Cattani, Adrio Feliziani, Loretta Buonamente, Giorgia Fagotto e le danzatrici Margherita Costantini, Serena Perna, Livia Masselli.

Musiche di Fabrizio De Rossi Re, testi di Solone, Livio, Virgilio, Eduardo De Filippo, Antonio De Curtis Totò, la Smorfia, Massimo Troisi, Pino Daniele, Gaetano Filangieri senior, Eleonora P. De Fonseca, Johann Wolfgang von Goethe, Oscar Wilde, Hermann Hesse, Derek Walcott, Giorgio Agamben e #SIneNOmine. Le scene sono state realizzate dal laboratorio di scenografia del liceo artistico diretto da Giuliana Bertuccioli, Giorgio Flamini e Giuseppe Mascaro, costumi Sofia Verna, Pina Segoni, trucco e parrucco Sandro & Antonello e Pina Segoni, Sartoria Sofia Verna. Lo spettacolo è sostenuto da Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto, IIS Sansi Leonardi Volta, Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini e patrocinato da Antigone Onlus.

Dopo il trittico MA#IA#NO - Affettività patetiche Cattività affettiva (2013), Il migliore dei mondi possibili1980-2025 (2014) e Miracolo a Maiano (2015) - ‘A città ‘e Pulecenella, è la quarta produzione che Compagnia "#SIneNOmine", nata e attiva presso la Casa di Reclusione di Maiano guidata da Giorgio Flamini, realizzata al Festival di Spoleto. Un redivivo Goethe, spettatore ammirato di Napoli nel suo Italienische Reise, guida lo spettatore tra i diversi quadri, mentre una schiera di Pulcinella, mascherati e muti, lo scortano e lo costringono verso meandri, sempre più intimi e oscuri della città carceraria: a rendere più intellegibili i diversi passaggi, si dirà che a farsi incontro al pubblico sono i De Filippo, personaggi della Smorfia, Gaetano (Tanino) Filangieri, Eleonora Pimentel de Fonseca, la Regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, Totò, Cimarosa (con la sua "Serenata"), la canzone neo-melodica napoletana. L’attenzione puntata su Pulecenella non ha niente di coloristico e farsesco in Giorgio Flamini, ma nasce da un’emergenza: la constatazione del peso, del rilievo, dell’intensità della presenza napoletana all’interno della Compagnia, per cui, se pressoché ogni spettacolo ha fatto spazio a momenti, richiami, tarsie "napoletane", questa volta il regista, come sempre in stretta cooperazione con i suoi Attori, ha deciso di lasciare pieno campo a quel sostrato (linguistico, culturale, affettivo) di cui, in ogni caso e quasi involontariamente, si nutre il lavoro della #SIne NOmine. Ma l’operazione non vuole solo offrire allo spettatore un centone di pezzi che, in buona parte, risuoneranno come noti, o già celebrati; Giorgio Flamini, con la durezza che sempre più chiaramente connota il suo lavoro di regista "ristretto", impone una lettura di secondo livello nella quale va cercata la verità dell’operazione: costringersi a pensare quali siano i pensieri, gli affetti, i ricordi di chi - in quel momento, davanti a noi - rievoca quella Napoli, a cui - non per finzione - appartiene per nascita e di cui si porta dietro, e dentro, l’anima, la lingua, gli odori, i luoghi. Lo spettacolo, innervato sul filo della napoletanità, ma costantemente aperto alla domanda del "che cosa significhi, veramente" vivere l’esperienza detentiva, accoglie quindi, necessariamente, altre voci: quelle dedicate al tema della Giustizia (appena dopo l’ingresso, e prima dell’uscita, fuoriuscenti da enormi scatole ove alcuni attori sono rinchiusi; a metà dell’opera, con l’irruzione di un Walcott del tutto "fuoriposto") e al tema dell’Arte (proposto in un quadro cupamente "non-salvifico").

Durata: 90 minuti
L’ingresso è libero.
Lo spettacolo è fruibile esclusivamente da un pubblico maggiorenne.
Per info: Casa di reclusione Maiano 10 Spoleto, tel. 0743 263217 ore ufficio IIS Sansi Leonardi Volta piazza Carducci, 1 Spoleto, tel. 0743 223505 ore ufficio
Visto il particolare contesto, le necessarie operazioni di controllo, si prega di fare tempestiva richiesta comunicando i propri dati anagrafici (data e luogo di nascita), numero di telefono, entro e non oltre lunedì 27 giugno all’indirizzo email: ufficiostampafestival.cr.spoleto@giustizia.it

Entro la data programmata accertarsi di aver ottenuto l’autorizzazione per poter accedere allo spettacolo. Se si appartiene ad Enti o ad Istituzioni pubbliche, associazioni che operano nel settore scolastico, universitario, sociale e penitenziario si consiglia di specificarlo nella richiesta.


da Silvia Matricardi
ufficio stampa festival di Spoleto
 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2016 alle 09:42 sul giornale del 25 giugno 2016 - 157 letture

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